Accademia Artisti Biglietti Orari Indirizzo | Autorizzazione
Artisti Tintoretto | Veronese |
Veronese Banchetto Levi | Sposalizio Mistico | Battaglia Lepanto | Annunciazione | Assunzione | Incoronazione Vergine | Crocifissione | San Francesco Stimmate
Veronese, «Il banchetto a casa di Levi», alle Gallerie dell’Accademia di Venezia
Paolo Veronese (1528-1588) «Il banchetto nella casa di Levi»
Pittura - Olio su tela (555 x 1310 cm) 1573Questa tela di grandi dimensioni di Veronese fu dipinta per essere collocata nel refettorio del convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo nel Castello di Venezia, al posto dell’«Ultima Cena» dipinta da Tiziano, che era andata distrutta in un incendio divampato in quel convento.

Banchetto nella casa di Levi L’Ultima Cena era stata collocata lì da appena tre mesi, quando Veronese fu convocato dal tribunale dell’Inquisizione, che lo sospettava di eresia per aver dipinto la sua Ultima Cena prendendosi troppe libertà rispetto alle norme canoniche dell’Eucaristia allora in vigore.
Gli fu chiesto, tra le altre cose, di spiegare perché si vedesse Pietro che preparava l’agnello al posto di Gesù, o ancora la presenza di un giullare con un pappagallo appollaiato sul pugno, un simbolo di lussuria, nonché quei soldati che portavano armi tedesche.
Veronese rispose abilmente a queste accuse affermando che un pittore aveva diritto alla libera fantasia creativa proprio come gli scrittori e i poeti, e che, seguendo la propria immaginazione, dipingeva spesso secondo l’ispirazione del momento.
Il tribunale non condannò Veronese dopo l’esposizione della sua difesa, ma ciò non significava che se la fosse cavata: gli fu concesso un termine di tre mesi per modificare, a sue spese, gli elementi dell’opera ritenuti contrari alla dignità necessaria al tema dell’Ultima Cena di Cristo.

Banchetto nella casa di Levi Ma Veronese non obbedì all’ordine; invece di modificare alcunché, dipinse sui due pilastri in cima alla scalinata le seguenti parole: «FECIT D. COVI MAGNU. LEVI – LUCAE CAP.V».
Aveva trovato il modo di eludere l’ordine dell’Inquisizione cambiando semplicemente il titolo del suo quadro.
Eliminando il titolo originale «L’Ultima Cena», che lo obbligava a rendere il suo dipinto conforme alla dottrina religiosa, l’astuto Veronese lo trasformò in un’opera profana rinominandolo: «Il banchetto nella casa di Levi», fine della polemica!
Sembra che l’iniziativa di Veronese fosse sostenuta da alcuni frati del convento domenicano, dove all’epoca soffiava un certo vento di ribellione tra i frati di rango superiore, sospettati di apostasia, al punto che alcuni lasciarono l’ordine.

Banchetto nella casa di Levi Non si sa se frate Andrea de’ Buoni, il committente del dipinto che lo aveva pagato interamente di tasca propria, facesse parte di questa frangia ribelle e avesse suggerito, da solo o insieme ad altri frati domenicani, questo sotterfugio per scagionare Veronese dalle ire dell’Inquisizione; ma è molto probabile.
Infatti, quest’opera raffigura un banchetto veneziano tipico dell’epoca di Veronese.
Si nota infatti che la maggior parte dei commensali è vestita come si vestiva a Venezia nel XVI secolo.
La grande varietà dei costumi dei personaggi ne indica le origini: questi uomini provengono da tutto il bacino del Mediterraneo e dai paesi europei per fare affari a Venezia, crocevia degli scambi commerciali che ne costituiscono la ricchezza e la potenza.
Si parla, si discute, mentre i servitori si affrettano a servire vino e cibo in abbondanza e l’atmosfera è allegra.

Banchetto nella casa di Levi Servitori e soldati partecipano a loro volta alla festa e l’unica parte tranquilla e solenne si trova ovviamente al centro del quadro, con Cristo circondato dai suoi apostoli, per ricordare il messaggio di pace e fratellanza dell’Eucaristia.
Questo dipinto, realizzato due anni dopo la vittoria di Lepanto contro i turchi, ricorda che Venezia è una repubblica libera e cristiana: la parte sinistra del dipinto, occupata da uomini con il turbante, mostra una certa agitazione rispetto a quella di destra, dove si mangia e si beve tranquillamente.
Quest’opera fu un’occasione per l’artista di esprimere appieno il proprio talento raffigurando la vita dei ricchi veneziani dell’epoca, uno sfoggio di benessere esaltato dai colori vivaci tipici delle opere di Veronese.
Un dipinto perfettamente equilibrato nonostante le sue dimensioni molto grandi e l’impressionante numero di commensali e servitori, circa una cinquantina.
Questo equilibrio è dovuto non solo all’Architettura che incornicia e separa le diverse parti del banchetto, ma anche alla perfetta interconnessione dei personaggi tra loro, attraverso i loro gesti, le loro posizioni, gli sguardi e i comportamenti.
Veronese Banchetto Levi | Sposalizio Mistico | Battaglia Lepanto | Annunciazione | Assunzione | Incoronazione Vergine | Crocifissione | San Francesco Stimmate
Artisti Tintoretto | Veronese |
Accademia Artisti Biglietti Orari Indirizzo | Autorizzazione
Torna a inizio pagina

