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L'imperatore Vitellio al Museo Archeologico di Venezia
«L’imperatore Vitellio»
Scultura - Marmo (altezza 48 cm) Prima metà del II secolo
Imperatore Vitellio Vitellio (15 – 69 d.C.) fu descritto come un pigro da Tacito e come il peggiore dei Cesari da Svetonio.
Secondo Tacito, Vitellio era noto per la sua crudeltà: si sarebbe rallegrato alla vista di una fossa comune contenente diverse migliaia di civili uccisi durante la battaglia di Cremona con la sconfitta di Othone, che gli permise così di diventare imperatore.
Il suo regno imperiale fu tra i più brevi, poiché durò solo otto mesi, dal 19 Aprile al 22 dicembre dell’anno 69.
Dissoluto e crudele, non esitava a condannare a morte tutti coloro che gli si opponevano o che gli chiedevano semplicemente di pagare i propri debiti; fu ben presto detestato dal suo entourage e dai romani.

Imperatore Vitellio Il popolo romano lo considerava un dissoluto e un tiranno, al punto che le sue stesse truppe e i suoi alleati si rivoltarono contro di lui schierandosi con Vespasiano.
Intuendo il pericolo, Vitellio tentò di fuggire da Roma, ma fu catturato e consegnato al popolo dal comandante dell’esercito Antonius Primus, sostenitore di Vespasiano.
Morì lapidato dalla folla che, dopo aver trascinato il suo corpo per le strade di Roma legato a un gancio, lo gettò nel Tevere il 22 dicembre del 69.
Fine dell’esistenza di un triste signore.
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