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La dea Afrodite al Museo Archeologico di Venezia
«Afrodite e Ares»
Rilievo votivo - Marmo pentelico (51 x 52 x 4 cm) 420 a.C.Questo rilievo votivo raffigura Afrodite mentre versa del vino ad Ares, figlio di Zeus e di Era, il dio della guerra chiamato Marte nella mitologia romana.

Afrodite e Ares Afrodite indossa la tunica femminile dell’antica Grecia e il peplo che le copre il busto e i capelli, Ares porta l’elmo del guerriero greco e ha posato a terra il suo scudo rotondo.
Afrodite versa il vino contenuto in un enochoe, la brocca da vino dell’epoca: il vino viene versato nella patera di Ares, proprio sopra l’altare dedicato a Zeus posto tra i due.
Ciò significa che Ares sta per compiere una libagione in onore di Zeus (chiamato Giove in latino) prima di partire per la guerra.
Si tratta evidentemente di un rilievo votivo proveniente da un tempio, data la rappresentazione di questa scena religiosa di libagione prima della battaglia e la presenza del fedele in piedi dietro Afrodite.
«Afrodite Marina»
Scultura - Marmo (altezza 126 cm) I secolo a.C..
Afrodite Marina Afrodite o Venere, la dea dell’amore è anche la dea del mare che emerge dall’onda, come ne La «Nascita di Venere» dipinta da Sandro Botticelli.
In quanto dea del mare e protettrice dei marinai, era chiamata Talassa: nata dalla schiuma.
Infatti, l’Afrodite Marina era spesso venerata insieme a Poseidone.
Secondo Esiodo, la nascita di Afrodite è particolarmente originale:
Gaia, dea della terra, era sposata con Uranos, il dio del cielo; ma lei si lamentava del fatto che lui le facesse l’amore in modo brutale e detestava i figli che nascevano dai loro abbracci, poiché lui impediva loro di lasciare le viscere terrestri della madre.
Fu così che Gaia chiese a uno dei suoi figli, Crono (il re dei Titani), di tagliare i testicoli e il pene di suo padre nel momento in cui fosse in erezione e di gettarli in mare.
Non appena cadde in mare, dallo pene reciso di Uranos si sprigionò una schiuma bianca, e da quella schiuma nacque la bella Afrodite al largo dell’isola greca di Citera, nel Mar Egeo.
Esiodo
Questa scultura è una copia romana di un originale greco che si trovava ad Alessandria d’Egitto.
Calamis «Afrodite Sosandra»

Afrodite Sosandra Scultura - Marmo greco (Altezza 59 cm) II secolo
Questo busto di Afrodite porta il nome di Sosandra, che significa “colei che salva gli uomini”.
Questo busto riprende le caratteristiche di una scultura in Bronzo realizzata dallo scultore greco Calamis nel 465 a.C.
Una delle più belle copie di questa statua di Calamis si trova al Museo Archeologico di Napoli, dove è raffigurata a figura intera.
Uno degli attributi dell’Afrodite «Sosandra» è la tunica che la avvolge e le copre anche il capo.

Afrodite Sosandra Si nota qui che la sua tunica si dispiega attorno al collo come se fosse un’ampia collana che mette delicatamente in risalto il seno della dea Sosandra, che è anche la dea dell’amore.
A differenza dell’Afrodite marina, dove appare a seno nudo, la dea è qui vestita in modo castigato per mostrare la sua divina modestia.
La chioma ondulata divisa in due parti è uno degli attributi che si ritrovano in questo tipo di rappresentazione di Afrodite.

Afrodite Sosandra Va notato che la testa della scultura è stata aggiunta a un busto in marmo di Carrara, scolpito a partire da un calco in gesso romano.
L’Afrodite Sosandra fungeva da modello per la realizzazione dei ritratti delle donne romane di alto rango.
L’artista poteva così esprimere al tempo stesso la loro grazia solenne e la loro modestia.
Questa moda fu seguita principalmente durante l’epoca dei Nervi-Antonini, che regnarono sull’Impero romano dal 96 al 192.
«Testa di Afrodite»

Testa di Afrodite Scultura - Marmo greco (altezza 36 cm) II secolo a.C.
Si nota subito che presenta lo stesso tipo di acconciatura dell’Afrodite Sosandra.
Una riga centrale divide infatti la chioma della dea in due parti simmetriche ai lati del viso.
Tuttavia, a differenza dell’Afrodite Sosandra, i cui capelli sono coperti, qui si nota che i capelli ondulati della dea dell’amore sono raccolti in uno chignon sulla nuca.
Le sue labbra socchiuse e la testa leggermente inclinata all’indietro suggeriscono il suo abbandono… al piacere?
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